Politica
Exit tax, Leo valuta semplificazioni: Forza Italia non esclude lo stop
Maurizio Leo difende il principio dell’exit tax ma apre a semplificazioni. Forza Italia chiede tre correttivi; l’ipotesi di cancellare la norma è riferita da una ricostruzione giornalistica. Il disegno di legge è ancora all’esame parlamentare.
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo sta approfondendo possibili semplificazioni dell’exit tax proposta nella manovra 2027, ma ritiene che il principio del prelievo debba restare. Forza Italia ha chiesto tre correttivi; una ricostruzione giornalistica del 7 novembre riferisce che nel partito non si esclude anche la cancellazione della norma. Leo ha parlato delle semplificazioni il 6 novembre, a un convegno di Fratelli d’Italia. L’ipotesi di sopprimere la disposizione, però, non risulta formalizzata nelle dichiarazioni di Stefania Craxi riportate il giorno prima: resta una posizione riferita dalla stampa, non una decisione del partito.
Al 7 novembre la misura non è in vigore. È contenuta nell’articolo 17 del disegno di legge di Bilancio e il testo può ancora cambiare: la scheda parlamentare registra l’assegnazione alla commissione Bilancio il 4 novembre e indica che l’esame non è ancora iniziato. La disposizione depositata alla Camera stabilisce comunque platea, soglia e condizioni del prelievo nella versione proposta.
Che cosa vuole cambiare Forza Italia
Il 5 novembre la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, ha indicato tre modifiche. Ha chiesto di tassare soltanto i guadagni maturati in Italia, di tutelare chi aveva già aderito al regime fiscale per i nuovi residenti e di consentire il rinvio integrale del pagamento a chi trasferisce la residenza in un altro Paese dell’Unione europea, eliminando l’anticipo del 50% e la garanzia. Craxi ha presentato le richieste come correzioni da portare in Parlamento, non come modifiche concordate o approvate. Ha inoltre sostenuto che l’anticipo e la garanzia potrebbero non essere compatibili con il diritto europeo: è una valutazione politica, non una pronuncia della Corte di giustizia Ue.
| Richiesta di Forza Italia | Effetto indicato | Che cosa resta da chiarire |
|---|---|---|
| Tassare i guadagni maturati in Italia | Usare il valore dei beni al momento dell’arrivo in Italia come riferimento. | La dichiarazione non definisce il metodo di calcolo nel dettaglio. |
| Tutelare chi ha già scelto il regime per i nuovi residenti | Non cambiare, secondo Craxi, le condizioni promesse a chi ha già aderito. | Non sono precisate né la platea né la forma della salvaguardia. |
| Rinviare tutto il pagamento per i trasferimenti nell’Ue | Eliminare l’anticipo del 50% dell’imposta e la garanzia. | La proposta attuale prevede entrambe le condizioni per ottenere il differimento. |
L’articolo sulle tre richieste di Forza Italia ricostruisce anche i punti ancora indefiniti della proposta del partito. La possibile soppressione della norma è invece riferita da una ricostruzione pubblicata il 7 novembre sul confronto nella maggioranza: non equivale a una decisione ufficiale di Forza Italia.
A chi si applicherebbe la proposta
Il testo riguarda le persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale fuori dall’Italia dopo esservi state residenti per almeno sei degli ultimi dieci periodi d’imposta, quando il trasferimento comporta la perdita della potestà impositiva italiana e il valore normale complessivo dei beni e diritti interessati è almeno 800.000 euro. La soglia è un requisito per rientrare nella disciplina: non è una franchigia sottratta alle plusvalenze. La norma si estenderebbe inoltre a determinate società semplici, soggetti a esse equiparati ed enti non commerciali.
L’imposta sarebbe calcolata sulla somma delle differenze positive tra il valore dei singoli beni e diritti alla fine del periodo d’imposta precedente alla perdita della residenza e il relativo costo o valore d’acquisto fiscalmente riconosciuto. Il testo prevede il pagamento entro 180 giorni dalla data in cui la perdita della residenza fiscale diventa efficace.
Il rinvio del pagamento e i prossimi passaggi
Per trasferimenti verso un Paese Ue o verso alcuni Stati con accordi adeguati di scambio di informazioni e assistenza per il recupero dei crediti tributari, la proposta consente di differire il pagamento fino alla cessione dei beni. Per accedere al rinvio occorrerebbero però un anticipo pari al 50% dell’imposta e una garanzia: condizioni che Forza Italia chiede di rimuovere per i trasferimenti nell’Unione.
Il differimento proposto durerebbe cinque periodi d’imposta per chi si trasferisce in uno Stato Ue e dieci negli altri Stati ammessi. Se, alla scadenza, i beni non sono stati ceduti, l’imposta non sarebbe dovuta per quei beni e le somme versate in eccedenza sarebbero rimborsate. Se approvata, la disciplina si applicherebbe alle perdite della residenza fiscale efficaci dal 1° gennaio 2027.
Per ora, dunque, sono sul tavolo una norma proposta, le richieste di modifica di Forza Italia e l’apertura di Leo a semplificazioni, senza un’intesa annunciata. Il passaggio successivo è l’avvio dell’esame parlamentare: sarà lì che eventuali emendamenti potranno tradurre il confronto in modifiche formali. Fino ad allora, platea e modalità descritte restano quelle del disegno di legge, non obblighi già applicabili.
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