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Politica

Mattarella alle Regioni: «Consolidare le riforme e migliorare i servizi»

Al Festival delle Regioni, il Presidente ha richiamato soprattutto la sanità e l’attuazione degli interventi già avviati. I dati LEA 2024 indicano criticità sotto la soglia di sufficienza in tre territori, ma il richiamo non annuncia nuove risorse o obblighi.

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Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Consolidare le innovazioni già avviate e trasformarle in servizi migliori per i cittadini: è il richiamo che, secondo la ricostruzione del suo intervento al Festival delle Regioni e delle Province autonome a Firenze, Sergio Mattarella ha rivolto alle amministrazioni regionali. Il focus è soprattutto sulla sanità e sui territori che restano sotto standard adeguati. Il discorso, per come è riportato nella bozza, non annuncia nuove risorse, scadenze o obblighi: richiama le Regioni alla responsabilità di attuare e rendere stabili cambiamenti già in corso.

La questione concreta è il passaggio dagli investimenti e dalle strutture alla loro effettiva capacità di offrire assistenza. Per i cittadini, dunque, il richiamo non comporta un cambiamento immediato nell’accesso alle prestazioni. I risultati dipenderanno dalle scelte organizzative e dall’attuazione degli interventi da parte delle amministrazioni competenti.

Il PNRR non si esaurisce nella realizzazione delle strutture

Nel discorso descritto dalla bozza, Mattarella collega il ruolo delle Regioni alla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale e agli investimenti del PNRR. Tra gli interventi citati figurano Case della Comunità, Ospedali di Comunità, telemedicina e fascicolo sanitario elettronico. Il punto non è annunciare nuove opere, ma fare in modo che quelle programmate entrino stabilmente nell’organizzazione dell’assistenza e migliorino le prestazioni.

La distinzione conta: la realizzazione di una sede o l’introduzione di uno strumento digitale non garantiscono, da sole, un servizio pienamente funzionante. Perché l’assistenza territoriale sia effettiva servono anche modalità di lavoro, personale e coordinamento fra i diversi livelli di cura. AGENAS, nelle indicazioni tecniche sulle Case della Comunità, individua tra i requisiti obbligatori l’erogazione delle cure primarie tramite équipe multiprofessionali. L’apertura di una struttura è quindi una parte del percorso, non il suo risultato finale.

Mattarella avrebbe inoltre indicato come patrimonio da valorizzare il modello di governance del PNRR, basato su indirizzo unitario, coordinamento tecnico e responsabilità delle amministrazioni territoriali. L’ipotesi di applicare procedure analoghe, con gli adattamenti necessari, anche ad altri fondi europei resta un auspicio: non equivale a una decisione sulle regole dei programmi futuri.

LEA 2024: tre territori sotto la soglia in almeno un’area

Il richiamo agli standard si inserisce in un quadro sanitario con differenze territoriali. Il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) per il 2024, concluso dal Ministero della Salute nel maggio 2026, valuta prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La soglia di sufficienza è 60 punti su 100 per ciascuna macro-area. Secondo la sintesi pubblicata dall’Ufficio statistico della Regione Puglia sulla base dei risultati ministeriali, Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano non raggiungono la soglia in almeno un’area.

Territorio Area sotto la soglia di sufficienza
Calabria Assistenza distrettuale
Sicilia Prevenzione
Provincia autonoma di Bolzano Prevenzione

Ne consegue che 18 dei 21 territori valutati superano la soglia in tutte e tre le aree. Il monitoraggio segnala inoltre, rispetto all’anno precedente, un miglioramento complessivo nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale e una lieve flessione nell’area ospedaliera. Sono indicatori distinti: non compongono una classifica generale della qualità di tutti i servizi regionali e non dimostrano quali territori Mattarella intendesse quando ha parlato di ritardi. Nel discorso riportato nella bozza non sono indicati nomi di Regioni.

Competenze condivise, responsabilità diverse

La tutela della salute coinvolge Stato e Regioni, ma con funzioni differenti. La Costituzione attribuisce allo Stato la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire in tutto il Paese; la tutela della salute è materia di legislazione concorrente e l’organizzazione dei servizi sanitari ricade anche nelle responsabilità regionali. I LEA sono quindi un riferimento nazionale per verificare se prestazioni e servizi essenziali siano garantiti, mentre le Regioni programmano e gestiscono i rispettivi sistemi sanitari.

Questo quadro spiega perché un richiamo alle amministrazioni regionali non sostituisca le decisioni operative né definisca da solo come correggere eventuali carenze. Il monitoraggio segnala le aree sotto soglia; l’organizzazione degli interventi e le risorse necessarie richiedono atti e scelte delle istituzioni competenti.

Che cosa cambia adesso

Nel discorso descritto dalla bozza non risultano nuovi stanziamenti, indicatori aggiuntivi, termini di verifica o sanzioni. Non viene annunciato neppure un nuovo iter legislativo: il richiamo riguarda il consolidamento delle misure già avviate, comprese quelle legate al PNRR. L’eventuale beneficio per i cittadini dipenderà da come le strutture territoriali entreranno in funzione e da quanto le innovazioni miglioreranno continuità e prossimità delle cure.

Il Festival, indicato nella bozza come in programma a Firenze dal 25 al 27 ottobre, dovrebbe concludersi con un documento programmatico della Conferenza delle Regioni basato sui lavori delle commissioni. Quel testo potrà esprimere posizioni condivise e orientare il confronto istituzionale; non sostituirà gli atti necessari per tradurre gli indirizzi in servizi. I prossimi passaggi concreti da osservare sono quindi la pubblicazione del documento finale e le successive decisioni delle amministrazioni competenti.

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