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Regioni, l’Agenda di Firenze chiede più libertà di spesa e fondi per la sanità

La Conferenza delle Regioni ha approvato il documento il 26 ottobre. Fedriga indica le priorità per il confronto con il governo: flessibilità nell’uso delle risorse e finanziamento sanitario. Per ora non ci sono nuovi stanziamenti.

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Illustrazione di un fascicolo istituzionale senza scritte leggibili in primo piano e di un dirigente ritratto sullo sfondo.
Le Regioni indicano flessibilità nell’uso delle risorse e finanziamento adeguato della sanità come temi da discutere con il governo. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Più libertà per usare le risorse in base alle necessità dei territori e un finanziamento adeguato del Fondo sanitario nazionale: sono le due priorità indicate da Massimiliano Fedriga per l’Agenda delle Regioni e delle Province autonome, approvata a Firenze il 26 ottobre 2026. Il documento sarà trasmesso al governo e alle altre istituzioni, ma non assegna fondi né modifica da solo le regole di spesa.

Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia, ha illustrato le richieste il 27 ottobre, alla chiusura del Festival delle Regioni. La sua dichiarazione sulle priorità chiarisce il punto politico: le Regioni vogliono portare il tema della flessibilità di spesa e delle risorse per la sanità nel confronto con l’esecutivo. Non è però un accordo già raggiunto sugli importi.

Le due richieste: margini di spesa e Fondo sanitario

La prima richiesta è ridurre i vincoli che limitano la destinazione delle risorse, così che le amministrazioni regionali possano adeguarne l’impiego ai bisogni dei singoli territori. La seconda è garantire un finanziamento adeguato del Fondo sanitario nazionale, che concorre a sostenere il Servizio sanitario. Nell’Agenda, secondo quanto riferito da Fedriga, queste sono le priorità da sottoporre al governo; le dichiarazioni disponibili non indicano una cifra richiesta.

Le due questioni erano già emerse nelle posizioni della Conferenza a settembre. In audizione alla Commissione Affari sociali della Camera, il 15 settembre, le Regioni avevano chiesto più risorse per il Fondo sanitario, richiamando anche la necessità di superare i vincoli di destinazione. Il loro argomento era che la spesa sanitaria stimata supera con continuità il finanziamento disponibile e che le risorse, finanziarie e professionali, devono consentire di garantire i Livelli essenziali di assistenza. Nella stessa audizione erano stati sollevati temi ulteriori, tra cui personale, payback farmaceutico e finanziamento stabile delle Case e degli Ospedali di Comunità: questioni collegate alla sostenibilità del sistema, ma non quantificate nell’annuncio di Fedriga sull’Agenda.

Perché a settembre le Regioni non avevano ancora indicato una cifra

Il 29 settembre la Conferenza aveva precisato di non aver approvato una quantificazione dettagliata del fabbisogno e di voler prima elaborare una stima finanziaria. Tra le voci da considerare indicava l’adeguamento delle retribuzioni del personale sanitario, dei medici, degli infermieri e dei professionisti dell’emergenza; i farmaci e le terapie innovative; l’assistenza ai profughi provenienti dall’Ucraina e altre spese considerate incomprimibili. Il comunicato della Conferenza del 29 settembre descriveva dunque una proposta ancora in elaborazione, non una richiesta economica già definita.

La sequenza aiuta a distinguere i passaggi: prima l’indirizzo condiviso, poi la definizione delle necessità e degli importi, infine il confronto con il governo sulle possibili coperture. Anche la posizione presentata alla Camera comprendeva richieste diverse dall’aumento del Fondo, come regole più chiare per l’uscita dai piani di rientro. Non tutte si traducono automaticamente in una misura contenuta nell’Agenda di Firenze.

Che cosa cambia con l’approvazione dell’Agenda

L’approvazione è un passaggio istituzionale e politico: raccoglie le priorità che le Regioni intendono discutere con il governo e con gli altri interlocutori. Il registro della Conferenza conferma l’adozione del documento il 26 ottobre; il programma del Festival spiega che l’Agenda sintetizza anche i lavori delle commissioni regionali. Nessuno di questi passaggi equivale, di per sé, a una legge, a un’intesa finanziaria o a un’autorizzazione a spendere diversamente.

Fedriga ha riconosciuto che il governo ha aumentato il Fondo sanitario nell’anno in corso, pur ribadendo la richiesta di risorse adeguate. La dichiarazione non fissa un importo per il futuro né specifica quali spese dovrebbero essere finanziate. Per i cittadini, quindi, l’approvazione dell’Agenda non comporta un cambiamento immediato nell’accesso alle prestazioni o nell’erogazione dei servizi regionali.

Il prossimo passaggio è il confronto con il governo

Fedriga ha annunciato l’invio del documento al governo e agli altri attori istituzionali. Le richieste potranno essere discusse nel confronto sulla legge di bilancio, ma una loro eventuale traduzione in fondi o in modifiche ai vincoli dipenderà dagli atti successivi e dalle decisioni degli organi competenti. Per valutarne le ricadute occorrerà conoscere importi, condizioni e destinazioni delle risorse, se saranno definiti.

Il passaggio da seguire è dunque la risposta del governo e l’eventuale inserimento delle priorità regionali nei provvedimenti di bilancio: solo allora si potrà capire quali richieste siano state accolte e con quali effetti sui servizi nei territori.

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