Politica
Anac, Salvini annuncia un nuovo nome per lunedì: candidato ancora ignoto
Dopo il ritiro di Nuccio Altieri, Salvini annuncia un nuovo nome per la presidenza dell’Anac al Cdm di lunedì 9 novembre. Il candidato non è stato reso noto e l’annuncio non equivale a una nomina: serviranno il parere favorevole delle commissioni parlamentari e un decreto del presidente della Repubblica.
Matteo Salvini ha annunciato che lunedì 9 novembre porterà in Consiglio dei ministri un nuovo nome per la presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), dopo il ritiro di Trifone «Nuccio» Altieri. Il candidato non è stato reso noto: l’annuncio del vicepremier indica il passaggio che intende proporre, ma non equivale a una nomina né conferma da solo la convocazione del Cdm o la presenza della questione all’ordine del giorno. La dichiarazione è stata resa il 7 novembre, a margine della visita a Eicma a Milano, come riferisce il resoconto dell’annuncio di Salvini.
Il punto decisivo è l’iter: anche se il Cdm dovesse esaminare un nuovo nominativo, il presidente non sarebbe insediato automaticamente. La legge richiede un passaggio parlamentare con una maggioranza qualificata e, a conclusione della procedura, un decreto del presidente della Repubblica.
Quali passaggi servono per nominare il presidente
L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 150 del 2009 stabilisce che il presidente dell’Anac è nominato con decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e previo parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti, espresso dai due terzi dei loro componenti. La proposta spetta al ministro per la Pubblica amministrazione, di concerto con i ministri della Giustizia e dell’Interno. La procedura è riepilogata anche dalla scheda della Camera sulle nomine degli enti pubblici; il riferimento normativo è consultabile nel testo vigente del decreto legislativo.
Il parere parlamentare deve essere favorevole e raggiungere la soglia dei due terzi: non è quindi una formalità successiva a una scelta già conclusa. Il Cdm può avviare o deliberare una proposta, ma il procedimento deve proseguire con il vaglio delle commissioni e il decreto presidenziale prima che la nomina si perfezioni.
Il ritiro di Altieri e le contestazioni sulla candidatura
Il Cdm del 5 novembre aveva avviato la procedura per la candidatura di Altieri. Il giorno successivo il manager ha annunciato il ritiro della propria disponibilità, spiegando di averlo deciso, dopo essersi confrontato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con i vicepresidenti Salvini e Antonio Tajani, per «ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale».
La candidatura aveva suscitato contestazioni delle opposizioni, che ne mettevano in dubbio l’indipendenza e l’eventuale compatibilità con l’incarico. La norma esclude dalla presidenza e dal collegio dell’Anac chi ricopra cariche in partiti politici o le abbia ricoperte nei tre anni precedenti la nomina, oltre a chi abbia interessi in conflitto con le funzioni dell’Autorità. Il governo ha sostenuto di aver valutato l’assenza di profili di incompatibilità; fonti della Lega hanno contestato che Altieri avesse effettivamente ricoperto il ruolo di responsabile Difesa del partito. Sono posizioni espresse dalle parti durante la controversia, non un accertamento indipendente sull’idoneità del candidato. La ricostruzione del ritiro e delle diverse posizioni è riportata da ANSA.
Il 7 novembre Salvini ha difeso l’ex candidato affermando che, a suo giudizio, «c’erano i requisiti». È una valutazione del vicepremier riferita ad Altieri: non anticipa il nome del nuovo candidato e non certifica i requisiti di un’eventuale altra persona proposta.
La gestione temporanea dell’Autorità
Nel frattempo è in vigore il decreto-legge 6 novembre 2026, n. 200, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 novembre ed entrato in vigore il giorno successivo. La norma consente ai vertici uscenti dell’Anac di restare in funzione fino alla nomina dei successori, per un massimo di 45 giorni dall’entrata in vigore, limitandone l’attività agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti. Il testo è consultabile nella Gazzetta Ufficiale.
La proroga è una misura transitoria: non sostituisce la scelta del nuovo presidente e non amplia i poteri dei vertici uscenti oltre i limiti indicati dal decreto. La redazione ha già illustrato le condizioni e i limiti di questa continuità temporanea e i dubbi sui requisiti emersi durante la candidatura di Altieri.
Il prossimo passaggio annunciato da Salvini è dunque il Cdm di lunedì 9 novembre. Restano da conoscere il nome proposto e l’eventuale deliberazione del Consiglio; in seguito, per completare la nomina, saranno necessari il parere parlamentare favorevole e il decreto del presidente della Repubblica.
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