Politica
Schierarsi valuta una lista: sondaggio sopra il 3%, potenziale al 13%
Schierarsi non ha annunciato una candidatura. Secondo le ricostruzioni della stampa, un sondaggio Ipsos Doxa commissionato dall’associazione stima sopra il 3% le intenzioni di voto per una possibile lista e vicino al 13% il bacino potenziale: due indicatori diversi.
Schierarsi sta valutando se presentare una propria lista alle prossime elezioni politiche, ma non ha annunciato una candidatura. Un sondaggio Ipsos Doxa commissionato dall’associazione indica, secondo le ricostruzioni pubblicate da Il Fatto Quotidiano il 7 novembre 2026 e da Alanews, intenzioni di voto sopra il 3% e un potenziale complessivo vicino al 13%. Le due percentuali descrivono misure differenti: il dato più alto non è una previsione di voto.
Schierarsi è stata cofondata da Alessandro Di Battista, già parlamentare del Movimento 5 Stelle. Il presidente dell’associazione, Domenico Di Giuseppe, ha detto al Fatto Quotidiano che sulla candidatura «non escludiamo nulla». Alanews riferisce che la decisione potrebbe arrivare nelle prossime settimane e che i vertici avrebbero già esaminato i requisiti tecnici per presentare le liste, compresa la raccolta delle firme. Si tratta di passaggi preparatori riportati dalla stampa, non di un annuncio formale.
Il 3% e il 13% non misurano la stessa cosa
Secondo Alanews, il dato sopra il 3% viene da una domanda sulle intenzioni di voto che consentiva di indicare più opzioni. Il valore vicino al 13% è invece presentato come potenziale bacino di consenso: comprende persone che potrebbero prendere in considerazione la lista, non soltanto quelle che dichiarano di volerla votare.
| Dato riportato | Che cosa indica | Che cosa non dimostra |
|---|---|---|
| Oltre il 3% | La quota riferita alle intenzioni di voto nella domanda con più opzioni selezionabili. | Non è un risultato elettorale né una garanzia di superare una soglia alle urne. |
| Vicino al 13% | Il potenziale complessivo di persone che potrebbero considerare la lista. | Non equivale alla quota di elettori che dichiara di volerla votare. |
Una rilevazione commissionata dal soggetto che valuta la partecipazione elettorale va letta tenendo presente chi l’ha richiesta e quali risultati sono stati resi pubblici. Questo elemento, da solo, non dimostra che i dati siano inaffidabili; rende però importante poter esaminare la documentazione metodologica completa.
Notorietà e fiducia secondo i dati riferiti dall’associazione
Nel resoconto diffuso da Adnkronos, che attribuisce i dati a fonti dell’associazione, l’85% degli italiani conoscerebbe Di Battista. Tra coloro che lo conoscono e si esprimono sulla fiducia, il 41% dichiarerebbe di averne «molta» o «abbastanza». La stessa ricostruzione segnala valori più alti al Sud, nelle periferie delle grandi città e tra le fasce economicamente più in difficoltà. Anche queste cifre restano da valutare alla luce della nota tecnica e delle domande complete, non reperite nelle fonti consultate.
La scelta politica è ancora aperta
Il sondaggio riguarda un possibile consenso: non certifica la nascita di una lista né una candidatura di Di Battista. La preparazione dei requisiti elettorali riferita da Alanews non equivale alla presentazione formale delle liste. Il prossimo passaggio sostanziale è dunque un’eventuale decisione dell’associazione; per interpretare meglio le percentuali servirebbero inoltre campione, date delle interviste, formulazione integrale delle domande e gli altri dettagli metodologici.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook