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Politica

Viganò presidente della Consulta dal 14 novembre: resterà fino a marzo

Eletto all’unanimità dai giudici costituzionali, Francesco Viganò succederà a Giovanni Amoroso il 14 novembre 2026. La presidenza terminerà l’8 marzo 2027, con la scadenza del suo mandato da giudice.

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Ritratto illustrato di un uomo in abiti formali davanti a uno sfondo istituzionale essenziale.
Illustrazione editoriale sull’elezione del nuovo presidente della Corte costituzionale e sulla durata del suo incarico. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Francesco Viganò è stato eletto all’unanimità presidente della Corte costituzionale. Assumerà l’incarico il 14 novembre 2026, quando terminerà la presidenza di Giovanni Amoroso, e resterà in carica fino all’8 marzo 2027, data di scadenza del suo mandato da giudice costituzionale. La Corte ha annunciato l’elezione nel comunicato del 28 ottobre.

La presidenza durerà quindi meno dei tre anni previsti come termine ordinario: non per una successiva decisione, ma perché Viganò cesserà dalla carica di giudice costituzionale. Il nuovo presidente incontrerà la stampa il 16 novembre, due giorni dopo l’insediamento, secondo quanto comunicato dalla Corte.

Chi elegge il presidente e con quali regole

Il presidente non è nominato dal governo: lo eleggono i giudici costituzionali tra i componenti della Corte. La votazione è a scrutinio segreto e richiede la maggioranza assoluta; se il collegio è completo, occorrono almeno otto voti. Dopo la seconda votazione, se necessario, è previsto un ballottaggio tra i due candidati più votati. La spiegazione ufficiale delle regole di elezione precisa anche che il presidente può essere rieletto, purché sia ancora giudice costituzionale.

Il comunicato riferisce che Viganò è stato eletto all’unanimità, ma non indica il numero dei votanti o il dettaglio del conteggio. Il voto è segreto: il dato pubblico riguarda l’esito complessivo, non le singole schede.

Questa scelta interna va distinta dalla composizione della Consulta. La Corte è formata da 15 giudici: cinque nominati dal presidente della Repubblica, cinque eletti dal Parlamento in seduta comune e cinque eletti dalle supreme magistrature. La composizione e la nomina dei giudici sono disciplinate dall’articolo 135 della Costituzione; l’elezione del presidente spetta invece alla Corte stessa.

Le date dell’incarico

Data Passaggio
28 ottobre 2026 La Corte elegge Viganò all’unanimità
14 novembre 2026 Inizia la presidenza, al termine del mandato di Giovanni Amoroso
16 novembre 2026 Il neopresidente incontra la stampa
8 marzo 2027 Termina il mandato di Viganò come giudice e, con esso, la presidenza

Il mandato di un giudice costituzionale dura nove anni e non è rinnovabile. Viganò fu nominato dal presidente della Repubblica nel marzo 2018 e, dal gennaio 2025, è vicepresidente della Corte. L’8 marzo 2027 segna dunque la fine del suo mandato da giudice; la presidenza, in base alla regola costituzionale, non può proseguire oltre quella data anche se il triennio non è terminato.

Che cosa comporta la presidenza

Il ruolo ha compiti di direzione e organizzazione, ma non attribuisce al presidente un potere individuale di decidere le cause. La Corte è un organo collegiale: le pronunce sono deliberate dai giudici riuniti, non dal presidente da solo. Come spiega la pagina istituzionale sulla struttura della Consulta, il presidente distribuisce le cause ai giudici relatori, fissa il calendario dei lavori, convoca e dirige le sedute e rappresenta la Corte. In caso di parità, il suo voto è decisivo.

La presidenza può quindi incidere sull’organizzazione dei lavori e sulla trattazione delle cause, ma l’elezione non determina automaticamente un cambiamento degli orientamenti giuridici della Consulta. Le decisioni restano affidate al collegio dei giudici e motivate nelle singole pronunce. La Corte giudica, tra l’altro, sulla legittimità costituzionale delle leggi e sui conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato.

Il prossimo passaggio pubblico già indicato è l’incontro con la stampa del 16 novembre. L’incarico di Viganò proseguirà poi fino all’8 marzo 2027, quando la scadenza del mandato da giudice chiuderà anche la sua presidenza.

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