Calcio
Il Real batte 2-1 il Barcellona: Mbappé decide il Clásico e accorcia a tre punti
La doppietta di Mbappé regala al Real la vittoria al Camp Nou: il Barcellona resta primo, ma dopo dieci giornate ha soltanto tre punti di vantaggio sui madridisti, terzi dietro all’Atlético.
Il Real Madrid ha battuto 2-1 il Barcellona al Camp Nou domenica 25 ottobre, fermando la serie di nove vittorie blaugrana in Liga e portandosi a tre punti dalla vetta. Kylian Mbappé ha segnato entrambe le reti: la prima nel finale del primo tempo, con una deviazione fortuita, e la seconda all’87’, chiudendo una ripartenza avviata da Jude Bellingham e rifinita da Eduardo Camavinga.
Il successo non cambia chi è in testa, ma accorcia la corsa alle prime posizioni: dopo dieci giornate il Barcellona è a 27 punti, l’Atlético Madrid a 25 e il Real a 24. La classifica lascia quindi i blancos al terzo posto, a un punto dai rivali cittadini e a tre dai blaugrana. Non è un verdetto sul campionato, ma un cambio concreto nei margini tra le tre squadre.
Più possesso per il Barça, spazio alle ripartenze del Real
Il piano madridista si è basato sulla pressione e sulla ricerca degli spazi lasciati dalla difesa avversaria. Il Barcellona ha tenuto più a lungo il pallone e, dopo l’intervallo, ha spinto il Real verso la propria area. I blancos, però, hanno conservato una minaccia in transizione: la capacità di ripartire ha prodotto occasioni prima del vantaggio e ha deciso la partita nel finale.
Il primo gol è arrivato al termine di una manovra che ha coinvolto Bernardo Silva, Marc Cucurella e Yan Diomande. Il cross del giocatore ivoriano è finito sulla traiettoria del tentativo di Gerard Martín di liberare l’area; la palla è rimbalzata su Mbappé ed è entrata in porta. La conclusione è stata fortuita, ma l’azione era nata da una costruzione madridista capace di trovare spazio sulla fascia.
Il possesso, da solo, non basta a descrivere il peso offensivo delle due squadre. Secondo i dati riportati da AS, il Barcellona ha controllato il pallone per il 62,2% del tempo e ha tentato 18 tiri contro i 10 del Real; il dato degli expected goals, che stima la qualità delle occasioni, è però risultato a favore dei madridisti: 1,95 contro 1,19. Sono indicatori diversi: i tiri misurano il volume, mentre gli expected goals provano a pesare quanto fossero favorevoli le conclusioni.
| Posizione dopo 10 giornate | Squadra | Punti | Distacco dalla vetta |
|---|---|---|---|
| 1 | Barcellona | 27 | — |
| 2 | Atlético Madrid | 25 | 2 |
| 3 | Real Madrid | 24 | 3 |
Raphinha pareggia dopo l’intervallo
Il Barcellona ha reagito aumentando la pressione e guadagnando campo. Il pareggio è arrivato poco dopo l’ora di gioco: secondo il resoconto del club, un corner battuto rapidamente ha permesso a Pedri di servire Raphinha, che ha concluso rasoterra. La rete ha premiato la fase migliore dei padroni di casa, capaci in quel momento di costringere il Real a difendere più vicino alla propria area.
La rimonta è sembrata possibile. Andriy Lunin ha respinto con un intervento decisivo un colpo di testa di Gerard Martín; Lamine Yamal ha mancato di poco il bersaglio e il Barcellona ha continuato a cercare il gol. Il Real non ha ripreso il controllo del possesso, ma è rimasto pronto ad attaccare lo spazio quando gli avversari si sbilanciavano.
Bellingham apre la strada, Camavinga serve il gol decisivo
La rete della vittoria è nata proprio da una transizione. Bellingham ha superato gli avversari con una giocata individuale e ha avviato l’azione; Arda Güler ha fatto proseguire il pallone e Camavinga ha attaccato l’area, superando Pau Cubarsí prima di servire Mbappé a porta scoperta. La giocata ha unito iniziativa individuale e rapidità nel portare il pallone in avanti, sfruttando la squadra blaugrana sbilanciata in cerca del vantaggio.
La doppietta mette Mbappé al centro del risultato, ma l’azione decisiva è stata collettiva: Bellingham ha creato la possibilità, Güler ha contribuito allo sviluppo e Camavinga ha fornito l’assist. È una chiave di lettura della ripartenza, non la prova che il Real abbia dominato ogni fase. José Mourinho, parlando della reazione dopo il pareggio, ha detto che la squadra «non ha mai perso la calma» sull’1-1: una valutazione dell’allenatore coerente con l’esito, mentre le statistiche mostrano anche la pressione esercitata dal Barcellona.
Una sconfitta che interrompe la serie, non decide la Liga
Il Barcellona arrivava al Clásico con nove successi nelle prime nove giornate. La vittoria avrebbe portato a dieci la striscia iniziale e ampliato a nove punti il margine sul Real; la sconfitta lascia invece i blaugrana primi, con l’Atlético a due punti e i madridisti a tre. Per la squadra di Mourinho è un rientro nella lotta ravvicinata, non un sorpasso: per il titolo restano molte giornate e la classifica può ancora cambiare.
Il prossimo passaggio concreto è la giornata successiva: il Barcellona ospita l’Alavés sabato 31 ottobre, mentre il Real Madrid affronta il Racing Santander domenica 1 novembre. Quei risultati diranno se i blancos sapranno mantenere la pressione e se i blaugrana riprenderanno subito il passo in campionato. Il Clásico, intanto, ha interrotto la serie catalana e ridotto la distanza in vetta; gli effetti più ampi dipenderanno dalle partite che seguono.
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