Formula 1
Pirelli rileva degrado sulle Soft in Messico: una o due soste
Nei long run del venerdì Pirelli ha rilevato degrado sulle mescole Medium e Soft e graining all’anteriore sinistra. Una o due soste restano scenari, non decisioni dei team.
Il degrado rilevato sulle mescole Medium e Soft e il graining all’anteriore sinistra lasciano aperte due strategie per il Gran Premio di Città del Messico: una sosta, gestendo con attenzione le gomme, oppure due. È la valutazione provvisoria di Pirelli dopo i long run di venerdì 30 ottobre: non un piano annunciato da una squadra e nemmeno una previsione definitiva per la gara di domenica 1° novembre.
Il quadro tecnico è ancora in evoluzione. Pirelli ha osservato che il graining era già in miglioramento tra le due sessioni e ritiene che potrebbe attenuarsi ulteriormente se la pista continuerà a migliorare. La scelta delle soste dipenderà anche da come cambieranno aderenza e comportamento degli pneumatici nelle sessioni successive.
Che cosa ha mostrato il venerdì di prove
Nella valutazione pubblicata da Pirelli dopo le prove, il responsabile tecnico Simone Berra riferisce che i long run indicano un degrado significativo per entrambe le mescole più morbide selezionate per il weekend. Sull’anteriore sinistra è comparso graining: piccoli frammenti di gomma si staccano e si riattaccano alla superficie, rendendola irregolare e riducendo l’aderenza. Il fenomeno è associato allo scivolamento dello pneumatico sull’asfalto.
La pista dell’Autódromo Hermanos Rodríguez offriva condizioni ancora in evoluzione e livelli di aderenza inizialmente contenuti. Berra ha spiegato che il graining era già diminuito tra FP1 e FP2; se il tracciato continuerà a evolvere con il passaggio delle vetture, Pirelli si aspetta che possa ridursi ancora. È un’aspettativa condizionata, non un risultato già acquisito per la gara.
| Pilota | Programma long run | Precisazione |
|---|---|---|
| Lando Norris | C5 Soft | 25 giri completati sulla C5 |
| George Russell | C5 Soft | Ha svolto la simulazione sulla stessa mescola di Norris |
| Charles Leclerc | C4 Medium | Ha usato un set già impiegato dopo le simulazioni di qualifica |
I programmi non erano identici: mescola e stato d’uso delle gomme cambiano il confronto. Perciò i long run non consentono di stilare una graduatoria omogenea del passo gara tra i tre piloti. Anche i migliori tempi della FP2 — Leclerc in 1’17”827, Norris in 1’17”930 e Russell in 1’17”933 — sono giri singoli, non una misura della tenuta degli pneumatici sulla distanza. La classifica ufficiale FIA della sessione riporta tempi e distacchi; la cronaca delle libere in Messico ricostruisce il risultato e il programma del venerdì.
Perché il circuito rende importante la gestione delle gomme
Il tracciato si trova a circa 2.250 metri di quota. L’aria rarefatta riduce il carico aerodinamico e può rendere più difficile limitare lo scivolamento, un elemento che incide sul comportamento degli pneumatici. Nell’approfondimento tecnico sul circuito, Formula 1 descrive proprio la gestione dello scivolamento e delle gomme come una delle sfide della pista messicana.
Il contesto delle edizioni recenti offre un riferimento, ma non una previsione automatica. Secondo un’analisi di Formula 1, nel 2025 il 60% dei piloti si fermò una volta e il 40% due volte. La stessa analisi ricorda che le mescole portate allora erano diverse da quelle del 2026: il confronto aiuta a inquadrare le opzioni, ma non stabilisce quale sarà più efficace quest’anno.
Una o due soste: gli scenari restano aperti
Secondo Pirelli, una sosta resta possibile se le squadre riusciranno a contenere il degrado con una gestione attenta; due soste sono l’altra opzione, che può limitare la durata degli stint sulle gomme più consumate. La valutazione del venerdì non assegna un vantaggio certo a nessuno dei due piani. Come ha spiegato Berra, «se l’evoluzione della pista continuerà allo stesso ritmo, ci aspettiamo che il fenomeno si riduca ulteriormente» (traduzione dall’inglese).
Il prossimo riferimento sarà il comportamento delle gomme nelle sessioni successive e, poi, durante la gara, prevista sulla distanza di 71 giri. Se il graining si attenuerà, potrà cambiare il bilancio tra gestione e velocità; se il degrado resterà significativo, la seconda sosta potrebbe diventare più interessante. Per ora sono scenari tecnici, non strategie confermate dai team.
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