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Formula 1

Russell: «Antonelli è stato a un livello più alto»

Alla vigilia del GP del Messico, George Russell riconosce il vantaggio di Kimi Antonelli e racconta una stagione Mercedes discontinua: tra finestra stretta degli aggiornamenti, stile di guida e incognite legate all’altitudine.

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Ritratto illustrato di Kimi Antonelli e George Russell in tute da pilota Mercedes, con Antonelli leggermente in primo piano e uno sfondo essenziale ispirato a un circuito.
Kimi Antonelli e George Russell, compagni di squadra in Mercedes: Russell ha riconosciuto il rendimento superiore del giovane pilota in questa stagione. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

George Russell ammette che Kimi Antonelli ha espresso un rendimento superiore al suo in questa stagione. «È stato a un livello più alto di me», ha detto il pilota Mercedes nella conferenza FIA del 29 ottobre, alla vigilia del Gran Premio di Città del Messico. La dichiarazione arriva dopo la vittoria di Antonelli ad Austin e l’ottavo posto di Russell, ma il britannico non attribuisce il divario a una sola causa: parla di prestazioni altalenanti e di difficoltà nel trovare con regolarità il potenziale della vettura.

Il confronto interno si intreccia con una Mercedes che, secondo Russell, deve ancora capire perché alterni weekend molto competitivi ad altri complicati. Tra i fattori che il pilota ha indicato ci sono la finestra di funzionamento ristretta del pacchetto aggiornato, le caratteristiche delle monoposto 2026 e, in Messico, le possibili difficoltà delle nuove unità di potenza in quota. Sono spiegazioni e previsioni del pilota, non diagnosi tecniche dimostrate da dati pubblici.

In sintesi: Russell riconosce il vantaggio di Antonelli, descrive un rapporto personale sereno e prova a spiegare perché non riesca a ripetere con continuità le sue prestazioni migliori. Il GP messicano, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre, sarà un nuovo banco di prova per la Mercedes e per le ipotesi sul turbo.

Un divario in classifica dopo la vittoria di Austin

Antonelli ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti, mentre Russell ha chiuso ottavo. Dopo quella gara, i due compagni di squadra erano separati da 123 punti. La classifica rende concreto il momento favorevole dell’italiano: a Città del Messico può già conquistare il titolo, con un piazzamento almeno al nono posto secondo le combinazioni pubblicate dalla Formula 1. La redazione ha già ricostruito quali risultati possono assegnargli il Mondiale in Messico.

Pilota Punti dopo Austin Distacco da Antonelli
Kimi Antonelli 365 —
George Russell 242 123 punti

Il risultato texano è anche il punto di partenza del ragionamento di Russell sugli aggiornamenti. Il pacchetto Mercedes è stato introdotto in Malesia; Antonelli lo ha utilizzato a Singapore e Russell lo ha ritrovato sulla propria vettura ad Austin. Russell ha detto di aver faticato molto nel fine settimana statunitense, mentre il compagno ha ottenuto una gara «molto, molto forte».

La finestra stretta degli aggiornamenti

Secondo Russell, le caratteristiche del pacchetto indicano una finestra di funzionamento ristretta: per ottenere il rendimento atteso, la vettura deve trovarsi in una combinazione di condizioni che non è semplice raggiungere. Il pilota ha detto che Mercedes deve provare ad allargare quella finestra e che, da parte sua, il lavoro consiste anche nel riuscire a entrarci più spesso.

La sequenza dei weekend non dimostra però che l’aggiornamento sia l’unica spiegazione delle differenze fra i due piloti. Russell ha ricordato che il debutto in Malesia fu difficile per entrambi e che Singapore non fu un fine settimana lineare per Antonelli. Nella stessa conferenza ha descritto un’intera stagione in cui la prestazione della Mercedes è variata molto da una gara all’altra: «Non sappiamo perché», ha detto, sottolineando che la squadra cerca ancora di capire che cosa separi i weekend riusciti da quelli negativi.

Perché Russell parla di stile di guida e gestione dell’energia

Russell ha indicato un possibile attrito tra il suo stile di guida e alcune caratteristiche delle vetture 2026. Ha spiegato di concentrarsi sulla fase centrale e sull’uscita di curva, arrivando spesso ad accelerare prima di altri piloti. A suo giudizio, con le nuove unità di potenza questa scelta può comportare un maggiore consumo di energia e risultare meno efficiente.

Ha citato anche le pressioni delle gomme posteriori, che ha descritto come molto elevate, e il loro effetto in uscita di curva. Secondo la sua valutazione, le gomme posteriori faticano di più a gestire quella fase e questo, insieme alla gestione della power unit, penalizza il suo modo naturale di guidare. La conferenza non include dati comparativi che consentano di misurare il peso di questi fattori o di stabilire quanto spieghino il divario con Antonelli.

Il contesto tecnico è cambiato con il regolamento 2026: la FIA ha rimosso il sistema MGU-H e aumentato il contributo elettrico delle unità di potenza, con una ripartizione della potenza dichiarata in parti uguali tra motore a combustione e componente elettrica. Questo aiuta a inquadrare il riferimento di Russell alla gestione dell’energia, ma non prova da solo che la nuova configurazione sia la causa delle sue difficoltà.

In Messico il turbo è un’incognita

Russell prevede che il turbo lag possa essere un fattore importante per diverse squadre a Città del Messico. Ha ipotizzato che Ferrari possa avere un vantaggio grazie a un turbo più piccolo, precisando però che non è ancora chiaro quanto sarà impegnativo il fine settimana. Si tratta quindi di una previsione formulata prima delle sessioni, non di un vantaggio già osservato in pista.

L’altitudine dà un contesto concreto a questa attesa. Il circuito Hermanos Rodríguez si trova a circa 2.250 metri sul livello del mare; la minore densità dell’aria riduce il carico aerodinamico e rende più difficile il raffreddamento. I motori turbo non perdono potenza come quelli aspirati, ma il turbocompressore deve lavorare di più per fornire aria al motore. La spiegazione tecnica della Formula 1 sulle condizioni del circuito messicano chiarisce perché la quota costituisca una sfida per le vetture, senza permettere di anticipare quale squadra ne trarrà il maggiore vantaggio.

Il fine settimana dovrà dunque offrire riscontri su due piani distinti: se Mercedes riuscirà a sfruttare con maggiore continuità il pacchetto aggiornato e quanto le condizioni in quota influiranno sulle unità di potenza. Le sessioni e la gara potranno fornire indicazioni, ma non basteranno da sole a dimostrare che una singola scelta tecnica abbia determinato il rendimento dei due piloti. Russell, intanto, ha indicato come priorità la ricerca di maggiore continuità nelle gare che restano.

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