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Premier League, gli introiti aumentano ancora: la differenza con la Serie A
Negli ultimi anni la Premier League ha consolidato la propria posizione come campionato calcistico più ricco al mondo. Il torneo inglese continua infatti a generare ricavi sempre più elevati grazie a sponsor internazionali, diritti televisivi e partnership commerciali di alto livello. La crescita economica del campionato non riguarda soltanto le grandi squadre, ma coinvolge l’intero sistema calcistico inglese. Questo modello, molto più strutturato rispetto ad altre leghe europee, crea inevitabilmente un confronto diretto con la Serie A, che oggi registra numeri decisamente più contenuti.
Le cifre
La lega inglese sta valutando nuove strategie per aumentare ulteriormente i propri ricavi commerciali. Secondo alcune stime interne, la Premier League potrebbe arrivare a generare circa 750 milioni di sterline all’anno, pari a oltre 860 milioni di euro, grazie all’espansione delle partnership e alla gestione centralizzata di alcune attività pubblicitarie. Uno dei progetti allo studio riguarda la vendita centralizzata del 60% delle pubblicità presenti a bordo campo negli stadi. Questa soluzione consentirebbe di rendere più efficiente la distribuzione degli spazi pubblicitari, aumentando il valore complessivo delle sponsorizzazioni.
Un altro elemento importante è l’ampliamento del numero di partner di primo livello, che potrebbe passare da sette a dieci. Attualmente tra gli sponsor principali figurano marchi internazionali come Barclays, Microsoft, EA e Guinness. L’ingresso di nuovi partner contribuirebbe a rafforzare ulteriormente la solidità economica del torneo. L’obiettivo della lega inglese è adottare un modello simile a quello utilizzato da diverse competizioni sportive negli Stati Uniti, dove la gestione centralizzata delle attività commerciali consente di massimizzare i ricavi e distribuirli tra le squadre partecipanti. Questi numeri hanno permesso ai club del massimo campionato inglese di raggiungere vette mai viste prime in sede di calciomercato.
Il paragone con la Serie A
Il predominio economico della Premier League emerge con chiarezza quando si analizzano i dati complessivi dei principali campionati europei, come fatto circa un anno fa da Calcioefinanza. Nella stagione 2023/2024 il torneo inglese ha registrato ricavi complessivi pari a 8,9 miliardi di euro. La distanza con gli altri campionati è significativa. La Bundesliga ha raggiunto circa 4,9 miliardi di euro, la Liga spagnola 4,2 miliardi, mentre la Serie A si è fermata a circa 3,8 miliardi di euro. Ancora più indietro la Ligue 1 francese, con circa 3,2 miliardi.
Il dominio inglese deriva soprattutto dai diritti televisivi, che da soli generano circa 3,7 miliardi di euro. Questa cifra supera addirittura l’intero fatturato complessivo della Serie A, evidenziando il peso delle trasmissioni internazionali nel successo economico del campionato inglese. Anche altri settori contribuiscono al divario tra le due leghe. La Premier League registra infatti ricavi molto elevati dagli stadi, pari a circa 1 miliardo di euro, oltre a ricavi commerciali che superano i 2,4 miliardi e plusvalenze per circa 1,3 miliardi. Non a caso quello inglese è anche uno dei campionati meno prevedibili. Basti guardare il rendimento dell’Arsenal di quest’anno o le quote sulla Premier League per rendersi conto che rispetto alla Serie A il novero delle squadre candidate al titolo nazionale tende a variare più di frequente. Questo equilibrio competitivo è spesso considerato una conseguenza diretta della maggiore disponibilità economica delle società inglesi. La distribuzione dei ricavi consente infatti anche ai club di fascia media di investire in strutture, giocatori e staff tecnici.
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