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Italiani sempre più digitali, il 72% archivia dati sensibili online
Il 72% degli italiani conserva dati sensibili in formato digitale. Cresce l’uso di cloud e dispositivi, ma restano rischi legati alla sicurezza. Kaspersky indica le strategie per proteggere informazioni personali
un’epoca in cui la vita quotidiana passa sempre più attraverso dispositivi e piattaforme digitali, anche la gestione delle informazioni personali segue la stessa traiettoria. In occasione del World Backup Day del 31 marzo, Kaspersky fotografa le abitudini degli italiani in tema di archiviazione dei dati, rivelando un quadro chiaro: il 72% degli utenti conserva i propri dati sensibili in formato digitale.
Dove finiscono i nostri dati più importanti
Documenti d’identità, informazioni finanziarie, dati sanitari e archivi fotografici: tutto ciò che ha valore personale oggi viene sempre più spesso archiviato su dispositivi elettronici. Solo il 28% degli italiani continua a preferire esclusivamente il formato cartaceo, segno di una transizione ormai consolidata verso il digitale.
Entrando nel dettaglio, le modalità di conservazione variano:
- Il 46% utilizza computer o hard disk;
- Il 28% si affida al cloud;
- Il 16% sfrutta servizi digitali pubblici.
Numeri che raccontano una società sempre più connessa, ma anche esposta a nuove sfide in termini di sicurezza.
Generazioni a confronto
Il divario generazionale resta marcato. Tra i 18 e i 34 anni, ben il 90% utilizza sistemi digitali per archiviare dati personali, confermando una forte propensione all’uso della tecnologia.
Di contro, tra gli over 55 quasi un terzo preferisce ancora la carta, dimostrando una maggiore diffidenza verso i sistemi digitali o una minore familiarità con gli strumenti tecnologici.
Digitale non sempre significa più sicuro
Se da un lato il digitale offre praticità e accessibilità, dall’altro non è esente da rischi. I supporti fisici possono deteriorarsi o andare persi, mentre i servizi cloud possono essere vulnerabili a accessi non autorizzati.
Non a caso, il tema della sicurezza resta centrale: il 96% degli italiani adotta almeno alcune misure di protezione, ma permane una criticità significativa. Circa il 24% utilizza password deboli, esponendosi a possibili attacchi informatici.
Le strategie per proteggere davvero i propri dati
Secondo gli esperti Kaspersky, la protezione efficace passa da alcune buone pratiche fondamentali.
La prima è adottare una strategia di backup strutturata, come la nota regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, con almeno una copia conservata in un luogo separato.
Fondamentale è anche proteggere gli archivi con strumenti adeguati, come password manager e sistemi di autenticazione avanzata. L’uso della doppia autenticazione (2FA) o delle passkey rappresenta oggi uno standard minimo di sicurezza.
Infine, un ruolo chiave lo giocano i backup automatici. Automatizzare il processo consente di evitare dimenticanze e garantire una protezione continua, verificando periodicamente che i dati siano effettivamente recuperabili.
Backup, da obbligo a routine quotidiana
Come sottolinea Marina Titova, Vice President for Consumer Business di Kaspersky, il vero cambio di paradigma sta nell’approccio: “Il backup deve diventare parte integrante della gestione quotidiana dei dati, non un’attività occasionale e complessa”.
Classificare i file per priorità, automatizzare i salvataggi e utilizzare strumenti dedicati per i dati più sensibili permette di proteggere ciò che conta davvero, senza complicazioni.
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