Energia
Gas, Italia al 91% negli stoccaggi: Snam richiama il rischio europeo
Al 30 ottobre le riserve italiane erano piene al 90,99%, contro il 74,77% della media Ue. Snam avverte che la sicurezza invernale dipende anche da forniture e rete europea.
Al 30 ottobre 2026, alle 6, gli stoccaggi italiani di gas erano pieni al 90,99%, mentre la media dell’Unione europea si fermava al 74,77%. Il divario fotografa una preparazione diversa tra i Paesi, ma non basta da solo a stabilire quanti giorni di consumo siano coperti o se si verificheranno carenze. Per l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, le riserve nazionali sono necessarie, ma la sicurezza invernale dipende anche da quanto regge il sistema europeo interconnesso. I dati sono quelli pubblicati da Gas Infrastructure Europe (GIE); le dichiarazioni di Scornajenchi sono riportate da La Stampa in occasione degli 85 anni di Snam, celebrati il 30 ottobre.
La fotografia mostra differenze ampie anche tra gli altri Paesi: la Germania aveva scorte al 61,35%, i Paesi Bassi al 65,7%, la Francia all’87,01% e la Polonia al 99,08%. Le percentuali indicano il livello di riempimento rispetto alla capacità di stoccaggio di ciascun Paese, non la quantità di gas disponibile in termini assoluti né il rapporto con i consumi nazionali.
| Area o Paese | Riempimento | Gas immagazzinato |
|---|---|---|
| Unione europea | 74,77% | 846,96 TWh |
| Italia | 90,99% | 185,10 TWh |
| Germania | 61,35% | 151,75 TWh |
| Paesi Bassi | 65,7% | 94,63 TWh |
| Francia | 87,01% | 107,78 TWh |
| Polonia | 99,08% | 36,51 TWh |
Perché il livello italiano non basta a valutare il rischio
Il gas accumulato è una delle fonti disponibili durante l’inverno, insieme alle forniture via gasdotto e al gas naturale liquefatto (GNL). Il bilancio dipende anche dalla domanda, dalla regolarità degli arrivi, dalla capacità di rigassificazione e dai collegamenti tra reti nazionali. Le infrastrutture consentono scambi oltreconfine, ma non rendono ogni riserva trasferibile ovunque e in qualsiasi momento: contano le capacità tecniche e le condizioni del sistema.
La Stampa attribuisce a Scornajenchi la valutazione che gli stoccaggi siano una condizione necessaria, ma non sufficiente, e la frase «il sistema è interconnesso». Il suo avvertimento riguarda l’effetto che picchi di domanda nei Paesi con riserve più basse potrebbero avere sul sistema condiviso. Non equivale a prevedere una carenza in Italia, né a indicare un aumento delle bollette.
La situazione di partenza europea era già al centro delle prospettive invernali pubblicate da ENTSOG, la rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas. Il rapporto indicava stoccaggi Ue al 72% il 1° ottobre e valutava scenari differenti per domanda e disponibilità di gas, compreso il GNL. Secondo l’organizzazione, l’infrastruttura europea è sufficientemente flessibile per affrontare la stagione; allo stesso tempo, con disponibilità limitata di GNL le scorte potrebbero scendere ben sotto il 30% a fine inverno. È una simulazione condizionata, non una previsione certa.
Gli stoccaggi hanno un ruolo importante, ma non coprono da soli i consumi invernali: secondo ENTSOG hanno soddisfatto circa il 26% della domanda europea nel 2025/26 e circa il 30% nel 2024/25. Il rapporto segnala inoltre che la capacità europea di rigassificazione può aiutare a compensare scorte iniziali più basse. La capacità degli impianti, però, non garantisce che arrivino volumi sufficienti di GNL: la disponibilità delle forniture resta una variabile distinta.
Cooperazione europea e prossimi indicatori
Le regole Ue prevedono cooperazione tra Stati e, in caso di crisi estrema, un meccanismo di solidarietà per tutelare clienti protetti, tra cui famiglie e ospedali. La Commissione europea spiega che il meccanismo è previsto per le emergenze e richiede accordi e condizioni operative: non è una garanzia che neutralizza ogni vincolo della rete.
Il dato italiano vicino al 91% documenta una dotazione elevata alla vigilia dell’inverno; il 74,77% europeo e le differenze tra Paesi danno conto di un quadro non uniforme. Per capire come evolverà serviranno i successivi aggiornamenti degli stoccaggi e i dati sui flussi e sulle forniture effettive, insieme all’andamento della domanda durante la stagione fredda. È su questi elementi, non sulla sola percentuale di riempimento, che si potrà valutare la tenuta del sistema.
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