Lavoro
CNA: assumere un giovane per 24mila euro netti costa 43.500 euro
La simulazione CNA confronta sei Paesi e ipotizza un’impresa con cinque addetti. Con un esonero biennale da 6.000 euro l’anno, il costo salirebbe alla scadenza.
Per garantire a un giovane 25enne 24mila euro netti l’anno, un’impresa italiana con cinque addetti può sostenere, a regime, un costo di circa 43.500 euro. È la stima contenuta nella simulazione diffusa da CNA il 31 ottobre 2026: riguarda un lavoratore single e senza figli, assunto a tempo indeterminato, e considera il costo ordinario dopo la fine degli incentivi. Non è una media statistica né una cifra valida per ogni assunzione.
Il confronto dell’associazione comprende sei Paesi. Per lo stesso netto annuo, CNA stima il costo più alto in Italia, poco sopra quello tedesco; la distanza aumenta rispetto all’Irlanda. Sono valori riferiti al profilo ipotizzato, non una graduatoria generale dei sistemi nazionali.
| Paese | Costo annuo stimato per 24.000 euro netti |
|---|---|
| Italia | 43.500 euro |
| Germania | 42.800 euro |
| Portogallo | 41.100 euro |
| Spagna | 40.700 euro |
| Francia | 39.900 euro |
| Irlanda | 30.400 euro |
Che cosa succede quando finisce l’esonero ipotizzato
Il punto messo in evidenza da CNA è la variazione nel tempo. Nello scenario dell’associazione, un esonero contributivo ipotetico di 6.000 euro annui per i primi due anni ridurrebbe il costo aziendale italiano a circa 37.500 euro l’anno. Terminata l’agevolazione, la spesa tornerebbe a oltre 43.500 euro: un aumento indicato in circa il 16%, a parità di netto per il dipendente.
Non si tratta dell’annuncio di un incentivo disponibile, né di una misura approvata: è un esempio usato per mostrare l’effetto della scadenza di un bonus. Sempre secondo CNA, mantenendo il netto a 24mila euro per cinque anni e applicando integralmente l’esonero nei primi due, il costo complessivo supera i 200mila euro, mentre il lavoratore riceverebbe 120mila euro netti. Applicando ai valori annui indicati il calcolo semplice di due anni agevolati e tre a regime si arriva a circa 205.500 euro; lo scenario non è una previsione del costo effettivo futuro.
Perché il confronto non coincide con quello OCSE
La stima CNA va distinta dai confronti sul cuneo fiscale pubblicati dall’OCSE. Il rapporto Taxing Wages 2026 misura la differenza tra costo del lavoro per il datore e retribuzione netta secondo profili-tipo, tra cui il lavoratore single senza figli con reddito pari alla media nazionale. Non assume il caso specifico di un 25enne in un’impresa con cinque addetti. Per l’Italia, inoltre, l’edizione 2026 usa per i dati riferiti al 2025 le regole in vigore nel 2024.
I due esercizi rispondono quindi a domande diverse: la simulazione CNA confronta il costo necessario a raggiungere un netto scelto, mentre l’indicatore OCSE descrive la quota di costo del lavoro assorbita da imposte e contributi, al netto dei trasferimenti considerati. Il dato OCSE offre contesto metodologico, ma non conferma né smentisce i valori CNA.
CNA sostiene che la successione di incentivi temporanei possa rendere meno prevedibile il costo del rapporto una volta terminata l’agevolazione. Il presidente Dario Costantini chiede di «superare la logica della continua successione di incentivi temporanei». La proposta dell’associazione è mantenere condizioni più stabili, ma il comunicato non definisce una nuova misura, i suoi requisiti o la relativa copertura finanziaria.
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