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Italia e pagamenti digitali: ecco il futuro del cashless secondo l’Osservatorio Ambrosetti

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Pagamenti digitali
Pagamenti digitali (© Freepik)

L’Osservatorio Ambrosetti ha presentato il 3 aprile 2025 a Cernobbio il Rapporto 2025 della Community Cashless Society, delineando con precisione l’evoluzione dell’Italia verso un’economia senza contante. Il documento ha evidenziato come il Paese abbia raggiunto nel 2024 un volume complessivo di 652 miliardi di euro in transazioni cashless. Ma ha sottolineato soprattutto come, per la prima volta, l’adozione delle soluzioni digitali abbia superato l’uso dei pagamenti cash. Questo risultato segna un passaggio strutturale che modifica il modo in cui imprese, istituzioni e consumatori gestiscono le operazioni finanziarie quotidiane.

I dati del rapporto dell’Osservatorio Ambrosetti

Il rapporto ha analizzato il ruolo centrale dei pagamenti digitali nella modernizzazione del sistema economico italiano e ha mostrato come il loro impatto vada oltre la velocità e la comodità delle transazioni. Un numero sempre maggiore di italiani utilizza le carte di credito, come quelle di Nexi, facendo emergere così degli ulteriori vantaggi.

Le conclusioni dell’Osservatorio hanno infatti evidenziato quanto segue: l’espansione dell’ecosistema cashless risponde anche ad alcune esigenze relative alla sostenibilità, all’efficienza operativa e all’innovazione tecnologica. I dati presentati hanno confermato che le transazioni digitali riducono del 72% le emissioni di CO2 rispetto all’uso del contante: nello specifico, impattano in chiave positiva le necessità ridotte in termini di stampa, di trasporti e di costi legati alla gestione delle banconote e delle monete. Questo effetto contribuisce in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi ESG, che molte aziende italiane stanno integrando nelle proprie strategie.

La digitalizzazione dei pagamenti modifica anche la struttura dei servizi finanziari, perché riduce la dipendenza dalle filiali e dalle infrastrutture fisiche. Le imprese che adottano gli strumenti cashless ottimizzano i costi, semplificano i processi e accelerano la gestione dei flussi finanziari. L’Osservatorio ha evidenziato che questa trasformazione non riguarda soltanto i grandi gruppi, ma anche le piccole e medie imprese, che trovano nei servizi digitali un mezzo per operare con maggiore rapidità e controllo.

La partecipazione e il contributo di CRIF

Durante la presentazione del rapporto, CRIF ha partecipato come membro della Community Cashless Society. La rappresentante Rosy Alaia ha spiegato come il settore B2C abbia tratto un grande vantaggio dall’introduzione dei nuovi strumenti digitali: sia per una questione di personalizzazione della customer experience, sia perché rafforzano il rapporto tra consumatori e imprese. I mobile wallet, i pagamenti contactless e l’uso dei QR code creano dei percorsi d’acquisto più fluidi e riducono i tempi operativi. Questa tendenza migliora la qualità dei servizi e rafforza la competitività dei punti vendita, che gestiscono con maggiore accuratezza le informazioni correlate alle transazioni.

L’Osservatorio ha inoltre sottolineato il prezioso contributo dell’open banking, che consente una gestione finanziaria più integrata, aiutando sia le imprese sia i consumatori a sviluppare una maggiore consapevolezza economica. Le piattaforme che aggregano i dati di più conti e strumenti digitali consentono un controllo immediato delle operazioni e rendono più efficiente il monitoraggio della liquidità. Questa nuova configurazione del settore finanziario favorisce una maggiore trasparenza e rafforza la sicurezza delle transazioni, grazie ai sistemi di autenticazione avanzati e ai protocolli di monitoraggio.

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