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MotoGP in Qatar, i piloti attendono garanzie scritte dopo la lettera qatariota

Una lettera del ministero qatariota annuncia un piano di evacuazione, ma non chiarisce se siano coperte anche le spese per la chiusura dello spazio aereo e il rimpatrio. Dopo la riunione del 28 ottobre a Sepang, la responsabilità delle garanzie resta un nodo aperto.

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Illustrazione editoriale di un pilota in moto durante una gara, con il gruppo e il circuito sullo sfondo.
Il Gran Premio del Qatar è in calendario a novembre, ma restano da chiarire le garanzie richieste dai piloti. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Una lettera del ministero dello Sport del Qatar, trasmessa alle squadre dal MotoGP Group, annuncia l’impegno a garantire la sicurezza del Gran Premio e a predisporre un piano di evacuazione. Ma non chiarisce se siano state accolte tutte le richieste dei piloti, che chiedono anche coperture per le spese in caso di chiusura dello spazio aereo e garanzie di rimpatrio. Dopo la riunione del 28 ottobre a Sepang, resta inoltre da definire chi debba assumersi la responsabilità di queste misure, secondo il resoconto di Autosport sull’incontro.

Il GP non risulta cancellato: è in calendario a Lusail dal 6 all’8 novembre 2026, con la gara fissata per domenica 8. Il resoconto pubblicato il 29 ottobre da GPOne riferisce che i piloti avrebbero un nuovo confronto a Sepang il 29 ottobre e parlerebbero con Carmelo Ezpeleta. Sono interlocuzioni in programma, non la prova che sia stato raggiunto un accordo.

La lettera annuncia un piano, ma il testo non è pubblico

Secondo GPOne, il ministero qatariota ha inviato una lettera al MotoGP Group, che l’ha poi inoltrata alle squadre. Il documento, riferisce la testata, contiene l’impegno a garantire la sicurezza dell’evento e a preparare un piano specifico di evacuazione. Il testo della lettera, però, non è stato pubblicato nelle fonti consultate: non è quindi possibile verificare quali procedure descriva, chi le attiverebbe o quali persone e situazioni includerebbe.

Le richieste dei piloti, riportate da Autosport, sono più ampie del solo piano di evacuazione: comprendono coperture assicurative per i costi legati a un’eventuale chiusura dello spazio aereo qatariota e il rimpatrio in uno scenario estremo. Una procedura di uscita dal Paese e la copertura delle spese sono aspetti distinti: l’annuncio del piano non dimostra, da solo, che anche questi altri punti siano stati definiti.

Il nodo è chi deve rispondere delle garanzie

Autosport riferisce che alla riunione del 28 ottobre hanno partecipato numerosi team manager e che il confronto si è svolto in modo costruttivo, senza però produrre un’intesa definitiva. Secondo la testata, i piloti chiedono che sia il MotoGP Sports Entertainment Group (MGPSEG), titolare dei diritti commerciali del campionato, a fornire le garanzie; il promotore ritiene invece che non sia possibile assumersi quella responsabilità.

La differenza è concreta per l’intero paddock: non basta prevedere un’evacuazione, occorre stabilire chi coordina la procedura, a chi si applica e chi sostiene i costi. Anche le squadre sono coinvolte: Autosport le descrive come intermediari, vincolati sia ai piloti sia al promotore. GPOne riferisce che team e piloti condividono l’interesse a ottenere garanzie per tutto il personale che parteciperà all’evento.

Il quadro era già stato presentato in modo diverso dal promotore. Il 20 ottobre, Motorsport.com aveva riferito che l’IRTA informava le squadre dell’intenzione di disputare il GP e che MGPSEG considerava sufficienti le rassicurazioni ricevute dalle autorità qatariote e dal promotore locale. Le richieste successive dei piloti riguardano invece impegni scritti e responsabilità precise: le due posizioni non sono equivalenti e non attestano un’intesa tra le parti.

Il precedente rinvio non risolve la questione attuale

MotoGP ha annunciato il rinvio della gara dall’aprile al novembre 2026 citando la situazione geopolitica in Medio Oriente e indicando come obiettivo la sicurezza e il benessere dei partecipanti e del pubblico. La decisione ufficiale ha spostato il Gran Premio al fine settimana del 6-8 novembre, con la gara domenica 8; non costituisce però una conferma delle garanzie operative ora discusse.

Autosport aggiunge che i governi di molti Paesi rappresentati nel paddock sconsigliano i viaggi in Qatar salvo necessità. La testata precisa che un avviso di viaggio non equivale a un divieto e, secondo la sua ricostruzione, non basta da solo a giustificare la risoluzione del contratto per forza maggiore senza conseguenze economiche. È una valutazione riportata dalla testata, non una decisione ufficiale pubblicata da MotoGP o dalla FIM.

Il prossimo passaggio è chiarire per iscritto quali garanzie siano state concordate e chi ne risponda. GPOne riferisce che il confronto con Carmelo Ezpeleta era previsto per il 29 ottobre e che Carlos Ezpeleta, rientrando da Doha, sarebbe atteso a Sepang il giorno successivo. Fino a un comunicato che confermi l’esito delle interlocuzioni o modifichi il calendario, il GP resta programmato; la lettera riferita da GPOne non consente ancora di stabilire se tutte le richieste dei piloti siano state accolte.

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