Economia & Lavoro
Assopetroli convoca l’assemblea il 5 novembre e chiede un tavolo sul price cap
L’associazione denuncia possibili squilibri per i distributori indipendenti dopo la proroga dei tetti volontari ai prezzi. Chiede misure di sostegno, ma non risultano aiuti approvati.
Assopetroli-Assoenergia ha convocato per il 5 novembre 2026 un’assemblea straordinaria per decidere come tutelare le imprese indipendenti che distribuiscono carburanti. L’associazione chiede al governo di riconoscere lo stato di crisi del settore e di convocare un tavolo con Mimit, Mase, Mef e ministero del Lavoro. La richiesta arriva dopo la proroga dei price cap di alcune compagnie fino al 31 dicembre: secondo Assopetroli, la misura può accentuare le difficoltà di chi acquista carburante senza poter applicare lo stesso tetto alla pompa. L’annuncio dell’assemblea e le richieste dell’associazione sono stati riportati da ANSA il 27 ottobre. Non risulta, in questo annuncio, né un riconoscimento ufficiale dello stato di crisi né l’approvazione di nuovi aiuti.
Il punto centrale è la distribuzione dei costi e degli sconti lungo la filiera: un prezzo calmierato alla pompa può contenere la spesa degli automobilisti nelle reti che lo applicano, ma non determina da solo a quali condizioni il carburante viene acquistato dai distributori indipendenti. Assopetroli sostiene che l’applicazione disomogenea delle misure trasferisca costi e tensioni finanziarie sugli operatori non coperti. È la valutazione dell’associazione, non un accertamento indipendente sulla situazione economica delle imprese.
Che cosa contesta Assopetroli
Il price cap in questione non è un tetto unico imposto per legge a tutti i distributori: è una misura volontaria introdotta da singole compagnie sulle proprie reti. L’estensione di una misura commerciale, quindi, non coincide necessariamente con condizioni uguali per chi compra e rivende carburanti attraverso canali diversi.
Il tema riguarda anche l’extrarete, cioè le forniture di carburante fuori dai normali punti vendita stradali, destinate anche ad attività professionali. In un atto parlamentare del 6 ottobre, firmato da senatori di opposizione e rivolto al ministro delle Imprese, viene richiamata la segnalazione di Assopetroli secondo cui il contenimento volontario esclude l’extrarete e può ripercuotersi su autotrasporto, industria, agricoltura, pesca e cantieri. L’atto riporta inoltre una proposta di tetto temporaneo al prezzo di cessione industriale: è una richiesta politica, non una misura approvata. Il testo dell’atto parlamentare sull’extrarete e sul prezzo di cessione consente di distinguere queste segnalazioni dalle decisioni del governo.
Assopetroli aveva inoltre riferito, per la prima settimana di applicazione del price cap, un differenziale negativo di circa 50 euro per mille litri sulla benzina e 40 euro per mille litri sul gasolio. Sono valori presentati dall’associazione, non verificati in modo indipendente nelle fonti consultate. La loro base di confronto e il metodo di calcolo non sono specificati nella ricostruzione disponibile.
La proroga non uniforma le condizioni di vendita
Q8 ha annunciato il 26 ottobre che manterrà il price cap su benzina e gasolio fino al 31 dicembre 2026. La compagnia ha precisato che l’applicazione sarà modulare, terrà conto dei diversi modelli operativi della rete e potrà essere adeguata in base all’andamento del mercato e alle condizioni di approvvigionamento. La proroga, dunque, non annuncia un prezzo unico valido per tutti gli impianti: per i dettagli sulle modalità operative resta utile la ricostruzione della proroga Q8 e dei prezzi applicati nei singoli distributori.
Il Mimit aveva comunicato che il 3 ottobre aderivano all’iniziativa oltre 10mila impianti: il 51,7% praticava la benzina sotto i 2 euro al litro e il 52,2% il gasolio sotto i 2,20 euro. Il ministero indicava anche il numero degli impianti rilevati: 10.413 per la benzina su 20.141 e 10.519 per il gasolio su 20.147. Si tratta di una fotografia riferita a quella data e ai prezzi registrati, non di una misura della redditività dei distributori né di una verifica delle criticità denunciate dagli indipendenti. Il comunicato del Mimit sui punti vendita aderenti riporta i dati e la loro base temporale.
La discussione sul tipo di intervento non riguarda solo Assopetroli. Il 12 ottobre Faib-Confesercenti e Fegica hanno proposto un tetto pubblico, temporaneo e variabile, valido per tutti gli operatori e calcolato sulla base di indicatori di mercato. È una proposta distinta dai tetti volontari delle compagnie e dalla richiesta di Assopetroli di intervenire sulle condizioni lungo la filiera: nessuna delle due, per il solo fatto di essere stata avanzata, equivale a una decisione governativa.
Gli interventi chiesti e i passaggi ancora aperti
Assopetroli chiede un tavolo interministeriale e il riconoscimento dello stato di crisi. Se non arrivassero soluzioni tempestive, propone strumenti di sostegno alla liquidità, il differimento delle scadenze fiscali e contributive, crediti d’imposta o contributi dedicati e tutele per l’occupazione. L’associazione sostiene che siano necessari per proteggere la continuità aziendale; le misure restano proposte e non risultano approvate.
Un confronto istituzionale era già avvenuto il 5 ottobre al Mimit, con la partecipazione di rappresentanti del Mase. Nel comunicato del giorno successivo, Assopetroli aveva riferito di un impegno al monitoraggio dell’extrarete e alla sensibilizzazione delle compagnie. Il 22 ottobre l’associazione ha poi riportato che il Mister Prezzi avrebbe attivato un monitoraggio dedicato dell’extrarete in vista dei successivi incontri della Commissione di allerta rapida sui prezzi dei carburanti. Questo passaggio riguarda il monitoraggio: non dimostra che siano state decise misure compensative o che il tavolo richiesto il 27 ottobre sia stato convocato.
Il prossimo passaggio indicato da Assopetroli è l’assemblea del 5 novembre, chiamata a definire le iniziative dell’associazione. Per le imprese, gli esiti concreti dipenderanno invece da eventuali convocazioni del governo, da decisioni sulle condizioni di approvvigionamento e da provvedimenti che precisino platea, importi e decorrenze degli eventuali sostegni. Al momento dell’annuncio, questi elementi non risultavano definiti.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook