Economia & Lavoro
Sgravio sui contratti di solidarietà 2026: domande dal 30 novembre
Le aziende potranno inviare le richieste dal 30 novembre al 10 dicembre tramite sgravicdsonline. La riduzione è del 35% dei contributi datoriali, ma l’avviso non quantifica i fondi disponibili per il 2026.
Le imprese potranno chiedere lo sgravio contributivo per i contratti di solidarietà industriali relativi al 2026 dal 30 novembre al 10 dicembre. L’avviso del Ministero del Lavoro, pubblicato il 27 ottobre, fissa la finestra per l’invio tramite l’applicativo web sgravicdsonline; la precompilazione delle domande sarà possibile dal 2 novembre. Il beneficio riduce del 35% la contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per i lavoratori coinvolti, ma il Ministero non indica quante risorse siano effettivamente disponibili per questa annualità.
La finestra riguarda l’inoltro delle istanze: non equivale all’ammissione automatica allo sgravio. Le domande dovranno rispettare i requisiti previsti e saranno sottoposte a istruttoria. Il limite annuo della misura è di 30 milioni di euro, ma il dato non chiarisce da solo se e quante risorse siano ancora libere nel 2026.
Le date per preparare e inviare la domanda
| Fase | Periodo | Che cosa fare |
|---|---|---|
| Precompilazione | Dal 2 novembre al 10 dicembre 2026 | Predisporre l’istanza nell’applicativo |
| Invio | Dal 30 novembre al 10 dicembre 2026 | Trasmettere la richiesta online |
La precompilazione apre quasi un mese prima dell’invio, ma non consente di trasmettere subito la domanda: l’inoltro sarà possibile soltanto dal 30 novembre. Il Ministero specifica che l’applicativo è operativo per predisporre le istanze dal 2 novembre al 10 dicembre e che le richieste per il 2026 vanno presentate tra il 30 novembre e il 10 dicembre. Le aziende possono consultare l’avviso ministeriale con le date della procedura e la sezione dedicata a requisiti e modalità di presentazione.
Per accedere a sgravicdsonline servono SPID o Carta d’identità elettronica (CIE). Il pagamento dell’imposta di bollo va effettuato tramite PagoPA: in assenza del pagamento, l’applicativo non consente di inviare la richiesta. La domanda deve riguardare un singolo accordo e l’intero periodo di riduzione dell’orario previsto; in presenza di accordi distinti, anche consecutivi, occorre presentare istanze separate.
A quali imprese e lavoratori si applica
La misura è destinata alle imprese che stipulano o hanno in corso contratti di solidarietà difensiva di tipo A, nel rispetto della normativa. Il beneficio riguarda i lavoratori coinvolti nell’accordo per i quali la riduzione dell’orario supera il 20%. In questo contesto, il contratto di solidarietà è uno strumento difensivo collegato alla riduzione dell’orario di lavoro; lo sgravio interviene sulla contribuzione dovuta dall’impresa per i lavoratori interessati, non è un pagamento diretto al dipendente.
La riduzione è pari al 35% dei contributi a carico del datore di lavoro e dura per il periodo dell’accordo, fino a un massimo di 24 mesi nel quinquennio mobile. Non si tratta quindi di una riduzione del 35% dell’intero costo del personale. La misura è disciplinata dall’articolo 6 del decreto-legge n. 510 del 1996; i requisiti generali e la procedura sono riepilogati dal Ministero nella pagina dedicata alla decontribuzione per i contratti di solidarietà industriali.
La domanda è necessaria, ma non basta a garantire il beneficio: l’ammissione è soggetta all’istruttoria e ai limiti di spesa. Nelle indicazioni operative per annualità precedenti, l’INPS spiega che il Ministero autorizza le imprese e che la quantificazione dell’onere effettivo si basa anche sui dati contributivi e sulle denunce Uniemens. Queste istruzioni descrivono il funzionamento della misura, ma non sostituiscono eventuali indicazioni specifiche per il 2026.
Il limite di spesa e il precedente del 2025
La disciplina fissa in 30 milioni di euro annui il limite delle risorse destinate allo sgravio. È un tetto di spesa, non una conferma che l’intera somma sia disponibile per ogni nuova finestra: l’avviso 2026 comunica le date, ma non pubblica un dato sui fondi residui o sulle somme già impegnate per quest’anno.
Il precedente più recente invita a distinguere il plafond previsto dall’esito delle domande. Per il 2025 il Ministero ha comunicato che i 30 milioni stanziati erano stati interamente impegnati; le istanze non collocate utilmente entro il limite non erano state evase, fatta salva la possibilità di una successiva istruttoria se si fossero rese disponibili risorse residue. Quel dato riguarda il 2025 e non dimostra che il fondo 2026 sia esaurito né che si ripeterà lo stesso esito.
Che cosa preparare prima dell’apertura
Prima del 30 novembre le imprese possono predisporre l’istanza e controllare che accordo, periodi di riduzione oraria e dati dei lavoratori siano coerenti con i requisiti. Andranno inoltre verificati l’accesso con SPID o CIE e il pagamento del bollo tramite PagoPA. L’invio dovrà avvenire entro il 10 dicembre; dopo la scadenza, l’esito dipenderà dall’istruttoria e dalle risorse effettivamente disponibili. Su queste ultime, per il 2026, l’avviso ministeriale non fornisce ancora una quantificazione.
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